Quando un narco è un messia: la storia di “El Chayo” – Parte II

Puoi trovare la prima parte qui.

Dopo la morte di Nazario Moreno González, gli abitanti del Michoacán iniziarono a venerarlo. Eressero statue e santuari a suo nome, crearono santini dalle sue fotografie. Proprio come si fa con un santo. E infatti nelle preghiere si rivolgevano a lui come San Nazario: «Oh Signore onnipotente, liberami da tutti i peccati, dammi la protezione attraverso San Nazario». O ancora: «San Nazario, santo nostro, sempre a te mi affido». Nazario poteva vantarsi anche degli appellativi di inviato di Dio, di protettore dei più poveri e di cavaliere delle città. La maggior parte degli altari dedicati a San Nazario si trovano nel villaggio di Holanda e ad Apatzingán, la sua città natale. Anche se alcuni abitanti confessarono di essere stati costretti a venerare il criminale dai membri della Familia Michoacana, credo che una certa spontaneità nel culto di El Chayo sia indubitabile: d’altronde egli stesso, da vivo, si era sempre preoccupato di costruirsi proprio quell’immagine – Nazario il filantropo, Nazario il profeta, Nazario il messo divino –, e il fatto che avesse soprannominato le sue guardie del corpo Los 12 apóstoles (“I 12 apostoli”) dice più di tante parole.

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Alla morte di El Chayo subentrò El Chango, “La scimmia”, ovvero José de Jesús Méndez Vargas. Ma la sua leadership non piacque e non fu mai accettata dagli altri uomini che dividevano il potere con Nazario González. Proprio per questo La Tuta ed El Kike, assieme a suo zio Dionisio Loya Plancarte (detto appunto El Tío, “Lo zio”), operarono una scissione e formarono un proprio cartello, Los Caballeros Templarios, con base nel Michoacán. Gran parte della Familia li seguì. Il regno di El Chango, comunque, ebbe vita breve: il 21 giugno del 2011 fu arrestato ad Aguascalientes dalla Polizia federale.

La Familia era ormai soltanto un ricordo. E il Michoacán passò nelle mani dei Cavalieri Templari.

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I Cavalieri Templari vogliono porsi in diretta continuità con la Familia Michoacana. I rimandi al mondo religioso cristiano sono evidenti già dal nome, ma c’è in più anche la volontà di assimilare la carismatica figura di Nazario Moreno, che nell’iconografia popolare veniva rappresentato vestito con una tunica simile proprio a quella dei Templari e fregiato del titolo di cavaliere delle città.

Anche i Cavalieri Templari hanno una loro bibbia – o meglio, un Codice: si tratta di un piccolo libretto, articolato in una cinquantina di punti, che i membri del cartello distribuirono per il Michoacán. Vi viene subito affermata l’identificazione con gli antichi cavalieri della Terrasanta, di cui i dei membri dell’organizzazione sono i prosecutori, e la volontà di «proteggere gli abitanti dello stato libero e sovrano di Michoacán». I Cavalieri Templari dichiarano di combattere, in una «battaglia ideologica», il materialismo, le ingiustizie e la decadenza dei costumi; forniscono assistenza ai bisognosi e ai malati, riconoscono l’autodeterminazione dei popoli e sostengono il patriottismo e le libertà di pensiero, parola e religione. Chi decide di entrare a far parte dei Templari deve prestare giuramento, impegnandosi a rispettarlo anche a costo della propria vita: i traditori vengono puniti con la morte e con la confisca dei loro beni, e «le loro famiglie subiranno la stessa sorte». Il “perfetto” cavaliere templare «non deve essere brutale, non deve bere fino a diventare molesto, non deve abusare dell’innocenza delle donne caste e di minore età e non deve sedurle con l’inganno e il potere». È inoltre «rigorosamente proibito il consumo di droghe e stupefacenti». Le decisioni di ogni tipo – comprese le pene per i trasgressori – vengono prese dai «membri con più esperienza», che formano il Consiglio.

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Due uomini impiccati e un messaggio (firmato «Cordialmente, Los Caballeros Templarios») marcano l’ingresso nel mondo criminale del nuovo cartello. Un nuovo cartello strutturato come un’impresa: il nerbo è il Consiglio, affiancato da una unità commerciale, una unità istituzionale (che si occupa dell’organizzazione e delle comunicazioni mediatiche), una unità operativa (eufemismo per “gruppo di sicari”) e una unità giuridica.

Nonostante la recente formazione, il cartello dei Cavalieri Templari detiene pressoché il totale controllo degli stati di Michoacán, Guerrero e Morelos. L’estorsione e la vendita di prodotti contraffatti sono alcune delle attività che più contribuiscono ad impinguare le casse dell’organizzazione criminale, oltre al traffico di armi e di droga, ma i Cavalieri Templari cercano continuamente di diversificare il loro business, e ultimamente hanno rivolto le loro attenzioni al contrabbando di minerali ferrosi.

C’è un grande porto, nel Michoacán: quello di Lázaro Cárdenas. È il più trafficato porto del Messico e uno dei più grandi dell’intero bacino dell’oceano Pacifico. Possiede una capacità di traffico annua di circa 25 milioni di tonnellate di merci, e data l’ottima posizione – è situato in una baia profonda, che gli permette di accogliere grandi navi mercantili, ed è relativamente vicino alle grandi città statunitensi di Chicago e Kansas City e alla Cina – è destinato ad assumere sempre maggiore importanza. E questo i Cavalieri Templari lo hanno capito bene: una maggiore importanza significa maggiore capacità di carico, quindi maggiore circolazione di merci, quindi maggiore possibilità di profitti. La Cina è diventata l’interlocutrice privilegiata con cui dialogare di contrabbando, e questo non soltanto perché recentemente la partnership commerciale tra Messico e Cina si è fatta ancora più stretta: i rapporti tra narcotrafficanti e imprenditori cinesi risalgono addirittura ad una decina d’anni fa, quando i secondi fornivano ai primi i prodotti chimici necessari alla produzione di metanfetamine e altre droghe sintetiche. Comunque, dal porto di Lázaro Cárdenas passa la maggior parte del minerale di ferro che viene spedito in Cina. Un’occasione troppo ghiotta, una possibilità di guadagno troppo grande perché i Cavalieri Templari potessero lasciarsela sfuggire: si sono così infiltrati nel settore minerario del Michoacán, arrivando a controllare ogni fase della produzione di minerale ferroso, dall’estrazione al trasporto, corrompendo le autorità doganali per assicurarsi la pace necessaria per portare avanti indisturbati i loro affari. E così è stato fino allo scorso novembre, quando l’arrivo nel porto della Armada de México, la marina militare messicana, si è accompagnato a ingenti sequestri (fino a 119.000 tonnellate di minerale) e a numerosi arresti.

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Nazario Moreno González non morì l’11 dicembre del 2010.

Il fatto che il suo corpo non fosse mai stato rinvenuto dopo la sparatoria di El Alcalde fece sorgere in molti il dubbio che El Chayo fosse sopravvissuto ai proiettili della Polizia federale. C’era chi giurava di averlo riconosciuto, a Morelia, dopo che il figlio morì in un incidente stradale, e chi di averlo visto battezzare alcune persone, vestito come Francesco d’Assisi. Alcuni credevano addirittura che fosse proprio lui, nell’ombra, a guidare i Cavalieri Templari. E avevano ragione.

Nazario morì la seconda volta il 9 marzo del 2014.

L’Esercito e la Marina militare lo scovarono la mattina del 9 marzo, il giorno dopo il suo quarantaquattresimo compleanno, nei pressi di Tumbiscatío, nel Michoacán. Avrebbe aperto il fuoco contro il soldati, nel vano tentativo di resistere all’arresto, e si beccò due pallottole nel torace. L’esame del DNA – immediatamente disposto – e delle impronte digitali confermarono che si trattava proprio di El Chayo, anche se per il governo era già cadavere da quasi quattro anni.

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Dionisio Loya Plancarte, El Tío, venne catturato a Morelia il 27 gennaio 2014 dall’Esercito messicano.

Nazario Moreno González, El Chayo, venne ucciso a Tumbiscatío il 9 marzo 2014.

Enrique Plancarte Solís, El Kike, venne ucciso a Colón, nel Querétaro, il 31 marzo 2014 dalla Marina militare, mentre tentava di fuggire.

Servando Gómez Martínez, La Tuta, è l’uomo che si ritiene attualmente a capo dei Cavalieri Templari. Il governo messicano ha offerto 30 milioni di pesos per la sua cattura, quello americano 5 milioni di dollari.

Aggiornamento 27/02/2015: Servando Gómez Martínez, La Tuta, è stato catturato a Morelia il 27 febbraio 2015 dalla Polizia federale.

Aggiornamento 08/02/2016: Ignacio Rentería Andrade, El Cenizo, ritenuto il nuovo leader (o uno dei principali esponenti) dei Cavalieri Templari, è stato catturato dalla Marina e dalla Polizia federale il 6 febbraio 2016.


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