In tre giorni sono morte ventidue persone nel nord-est del Messico

In appena tre giorni – 19, 20 e 21 giugno – sono morte in totale ventidue persone nel Nuevo León, stato nel nord-est del Messico. Tutti gli omicidi si sono verificati nei pressi della capitale Monterrey, importante centro commerciale e terza area metropolitana più grande dell’intera nazione.

Rodrigo Medina, governatore del Nuevo León, ha ricondotto quest’uragano di violenza ai «cartelli che operano nel nord-est del paese». I cartelli attivi nella parte nord-orientale del Messico sono principalmente due: il Cartello del Golfo e gli Zetas. Poco più di una decina di giorni fa, tuttavia, il direttore dell’Agenzia di investigazione criminale Tomás Zerón aveva dichiarato che rimanevano soltanto due cartelli attivi in Messico, il Cartello di Sinaloa e quello Nuova Generazione di Jalisco; gli Zetas, disse Zerón, erano praticamente «prossimi alla disintegrazione».

Il Cartello del Golfo è stato fondato negli anni Ottanta da Juan Nepomuceno Guerra e da suo nipote Juan García Ábrego. Con base nel Tamaulipas ma radicato in tutto il nord-est del Messico (e quindi anche nel Nuevo León), il Cartello del Golfo si dedicava principalmente al narcotraffico negli Stati Uniti d’America. L’organizzazione soffrì il vuoto di potere successivo all’arresto di Ábrego nel 1966 e sua la tempestiva estradizione in territorio americano, finché nel 1999 non si impose – attraverso un periodo di lotte intestine – la leadership di Osiel Cárdenas Guillén. Il Cartello del Golfo è oggi considerato un cartello minore, continuamente indebolito da scissioni e divisioni interne.

Proprio ad Osiel Cárdenas si deve la nascita dei Los Zetas, il cui nucleo originario era costituito da disertori delle forze speciali dell’Esercito messicano. Originariamente al servizio del Cartello del Golfo come suo braccio armato, gli Zetas si resero indipendenti dopo l’arresto (nel 2003) e l’estradizione di Osiel Cárdenas, dando inizio ad una guerra con i padroni di un tempo per il controllo del nord-est del Messico e non solo. Più che nel narcotraffico, gli Zetas si concentravano nel racket delle estorsioni, dei rapimenti, della prostituzione, del contrabbando di armi e degli omicidi su commissione. Attualmente, in seguito alla crescita di cartelli come quello Nuova Generazione di Jalisco, ma soprattutto a causa dell’arresto o della morte di molti dei suoi leader – come Omar Treviño Morales, detto Z-42, considerato l’uomo al vertice dell’organizzazione –, gli Zetas hanno perso gran parte del loro potere e della loro influenza.


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