In Messico si marcia per chiedere giustizia per le vittime di Narvarte

Domenica 16 agosto centinaia di persone hanno manifestato a Città del Messico per chiedere giustizia per le vittime del quintuplice omicidio avvenuto il 31 luglio in un appartamento nella colonia Narvarte, quartiere a sud della capitale degli Stati Uniti Messicani. Quel giorno persero la vita il fotoreporter Rubén Espinosa; l’attivista e antropologa Nadia Vera Pérez; la truccatrice e studentessa Yesenia Quiroz Alfaro; l’aspirante modella Mile Virginia Martín; la domestica Olivia Alejandra Negrete.

La marcia è iniziata sotto la Colonna dell’indipendenza (o “Angelo”), monumento che commemora il primo centenario dall’inizio della guerra di indipendenza del paese, e si è conclusa sotto la sede della Procura generale della giustizia del Distretto federale (PGJDF), che si sta occupando delle indagini sul caso.

È proprio la linea di investigazione battuta dalla PGJDF ad essere al centro delle critiche: nonostante a Narvarte siano stati assassinati due dei più ostinati critici di Javier Duarte (governatore dello stato di Veracruz) – Rubén Espinosa e Nadia Vera, che già in passato avevano annunciato di temere per la propria vita –, la Procura ritiene che il movente dei brutali omicidi sia il furto, e ha già arrestato un uomo (ripreso dalle telecamere di sorveglianza mentre lasciava l’appartamento assieme ad altri due complici), che ha peraltro ammesso di essere stato presente sulla scena del crimine ma di non aver ucciso nessuno.

Gli striscioni sorretti dai manifestanti chiedono una cosa sola: Justicia Para Lxs 5, giustizia per le cinque vittime. Perché questa sia raggiunta, non bisogna scartare nessuna linea investigativa. In molti chiedono che Javier Duarte venga coinvolto nelle indagini, e Fuiste tú, Duarte («Sei stato tu, Duarte») è uno degli slogan più gridati e più presenti nelle proteste, e proprio ieri è comparso in forma di grossa scritta bianca davanti all’appartamento di Narvarte.

Le richieste dei civili sembra saranno formalmente accolte: la Procura generale di Città del Messico avrebbe infatti aperto una nuova linea investigativa che terrà conto stavolta dell’attività professionale e attivistica di due delle cinque vittime, e Duarte verrà interrogato in quanto testimone. Lunedì 10 agosto Duarte ha tenuto una conferenza stampa per fare chiarezza sulla sua nuova condizione, e ha affermato che la sua amministrazione si batte per la difesa della libertà di parola in Veracruz e che coopererà con le autorità per la risoluzione del caso.

Dal 2010 – anno in cui Javier Duarte è stato eletto governatore – ad oggi, in Veracruz sono stati uccisi quindici giornalisti. L’ultimo, giovedì 13: si chiamava Juan Santos Cabrera.


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