Enrique Peña Nieto ha modificato il suo gabinetto di governo

Giovedì 27 agosto il presidente del Messico Enrique Peña Nieto ha provveduto ad un importante rimpasto del gabinetto di governo in vista della seconda metà del suo mandato presidenziale, che si concluderà nel 2018.

José Antonio Meade, già segretario degli Affari esteri, passa ora alla Segreteria per lo sviluppo sociale, rimpiazzato dall’ex-segretaria per il Turismo Claudia Ruiz Massieu Salinas. Aurelio Nuño Mayer abbandona la sua carica di capo di gabinetto e diventa il nuovo segretario dell’Istruzione. Monte Alejandro Rubido García cede la gestione della Commissione nazionale di sicurezza a Renato Sales Heredia.

I cambiamenti mostrano, secondo alcuni analisti, come Peña Nieto stia cercando di ampliare le sue opzioni in vista di un probabile successore, dopo che i suoi “uomini di fiducia” – Osorio Chong e Videgaray – non si sono rivelati in grado di gestire alcune crisi. Ma nessuno dei due, tuttavia, è stato sostituito.

Miguel Ángel Osorio Chong mantiene infatti la sua carica di segretario degli Interni nonostante i problemi di sicurezza pubblica, nonostante il caso dei quarantatré di Ayotzinapa, nonostante l’evasione del pericoloso narcotrafficante Joaquín El Chapo Guzmán da un carcere di massima sicurezza, nonostante lo scandalo Hacking Team (aveva negato che l’amministrazione Peña Nieto avesse acquistato software di sorveglianza dall’azienda milanese, ma venne poi diffusa la fattura di un contratto da 205.000 euro siglato nell’aprile 2015) e nonostante le accuse di corruzione (nell’aprile 2015 si scoprì che il ministro possedeva due lussuose abitazioni finanziate da un appaltista che ebbe più volte modo di favorire durante i suoi anni da governatore dello stato di Hidalgo, dal 2005 al 2011).

Luis Videgaray resta il segretario delle Finanze nonostante la crisi economica in cui il Messico si trova immerso (quest’anno il settore export ha registrato un deficit commerciale di oltre 2 miliardi di dollari), con la valuta nazionale che ha toccato vari minimi storici di valore rispetto al dollaro statunitense.

Secondo Octavio Rivera del Daily Post, la decisione di Peña Nieto di assegnare una poltrona importante – quella della Segreteria dell’Istruzione – ad Aurelio Nuño mostrerebbe tutta la fiducia che il presidente ripone in lui e tutta la sua volontà di metterlo in mostra per farne un potenziale successore. Osorio Chong e Videgaray, sempre secondo Rivera, ne escono indeboliti, se non sconfitti.

Ma i due costituiscono le fondamenta su cui si basa il governo di Peña Nieto, ne occupano i posti più importanti e, si potrebbe dire, “sono lì per restare”. Nonostante tutto.


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