La Procura del Messico ha identificato un altro degli studenti scomparsi di Ayotzinapa

A dieci giorni dal 26 settembre, data in cui si ricorderà l’anniversario della scomparsa di quarantatré allievi della Scuola normale di Ayotzinapa, la Procura generale della Repubblica (PGR) comunica di aver identificato un altro di quegli studenti tra i resti bruciati in una discarica nei dintorni della città di Cocula, Guerrero. Il nome del ragazzo è Jhosivani Guerrero de la Cruz, venti anni. Nello stesso luogo, il 6 dicembre, i tecnici della PGR rinvennero i resti di Alexander Mora Venancio.

L’annuncio della PGR cade esattamente dieci giorni dopo la relazione presentata dal Gruppo interdisciplinare di esperti indipendenti (GIEI), nominato dalla Commissione interamericana dei diritti umani a svolgere indagini autonome sul caso, che aveva smentito la versione data dal governo sulla sorte dei quarantatré di Ayotzinapa.

Secondo la PGR, i normalisti sarebbero stati uccisi dai sicari del cartello dei Guerreros Unidos e i loro corpi ridotti in cenere nella discarica di Cocula nella stessa notte del loro rapimento dalla città di Iguala. Il fuoco, alimentato con benzina e pneumatici, sarebbe durato quindici ore. Una volta terminato il processo, gli stessi narcos avrebbero provveduto a mettere i resti in alcuni sacchi e infine a gettarli in un fiume nelle vicinanze, il San Juan.

Le prove scientifiche presentate dal GIEI hanno però minato alle fondamenta la ricostruzione della Procura, che l’allora procuratore definì «verità storica». Il processo di cremazione avrebbe infatti dovuto protrarsi per sessanta ore, e non quindici. Avrebbe necessitato di trentatré tonnellate di legna, o in alternativa di un migliaio di pneumatici, che avrebbero però emanato una quantità di fumo visibile da chilometri di distanza. Infine, un fuoco così imponente avrebbe senz’altro dovuto danneggiare la vegetazione circostante, che invece è miracolosamente rimasta intatta.

Qualche mese fa la Équipe argentina di antropologi forensi (EAAF), nominata perito dai parenti degli studenti scomparsi, aveva sollevato dei dubbi in merito alla modalità con cui la PGR aveva rinvenuto i resti di Alexander Mora (per la precisione, un dito e un molare). Non soltanto i resti di Mora non dimostrano la sua morte – potrebbero avergli soltanto tagliato il dito e strappato il dente – o quella dei suoi compagni, ma non è neanche certo che siano stati realmente trovati a Cocula e non aggiunti in un secondo tempo, dato che il sacco contenente i frammenti ossei del giovane venne consegnato dalla PGR alla EAAF già aperto.

Sia l’EAAF che il GIEI hanno accusato la PGR quantomeno di scarsa trasparenza: nelle indagini ufficiali non viene fatta menzione del quinto autobus in possesso degli studenti la notte dell’aggressione (il GIEI ipotizza che quel mezzo, dirottato dai normalisti, trasportasse un grosso carico di eroina), e la Procura continua ad impedire che i soldati dell’Esercito vengano interrogati come testimoni nonostante sia stata provata la loro presenza sul luogo del massacro. Il GIEI ha anche riscontrato dei segni di tortura sui corpi dei detenuti per il caso, il che farebbe sospettare di confessioni estorte con la violenza.

Aggiornamento 18/09/2015: L’EAAF ha precisato che la corrispondenza genetica tra i presunti resti di Jhosivani e il DNA della sua famiglia è «statisticamente bassa». La PGR, per di più, avrebbe analizzato il DNA mitocondriale e non quello nucleare.

Sempre nella giornata di ieri, la Polizia federale ha arrestato El Gil, membro dei Guerreros Unidos. La PGR ritiene, sulla base di alcune confessioni, che sia stato proprio lui ad ordinare la morte e successivamente la cremazione dei quarantatré studenti.


Puoi seguirmi su Twitter: @marcodellaguzzo

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...