“El Chapo” sfugge ad un tentativo di cattura

Joaquín El Chapo Guzmán, il leader del Cartello di Sinaloa evaso lo scorso luglio da un carcere di massima sicurezza in Messico, è stato ferito nel corso di un fallito tentativo di cattura messo in atto dalle forze armate messicane.

L’attacco della SEMAR (la Marina messicana), confermato ieri dalle autorità federali, ha avuto luogo – pare – la settimana scorsa in un ranch nelle montagne tra gli stati di Durango e Sinaloa, dove El Chapo aveva trovato rifugio. Il narcotrafficante è stato localizzato dall’antidroga statunitense, che sarebbe riuscita ad intercettare il suo telefono cellulare. Nonostante il consistente dispiegamento di mezzi (si è parlato anche di elicotteri), la SEMAR non è riuscita a catturare Guzmán, che sarebbe però stato ferito al viso e ad una gamba. Il governo messicano ha voluto sottolineare il carattere «precipitoso» della fuga del Chapo, e che le lesioni che quest’ultimo ha riportato «non sono il risultato di un confronto diretto».

È difficile, tuttavia, credere che le forze di sicurezza del boss di Sinaloa non abbiano risposto al fuoco dei federali. La ricostruzione iniziale della vicenda – prima che fosse confermata dal governo messicano – offerta dall’emittente televisiva americana NBC, che avrebbe avuto accesso ad informazioni riservate, è leggermente diversa da quella ufficiale: secondo la NBC, infatti, la SEMAR sarebbe stata costretta a ritirarsi proprio a causa dei colpi ricevuti dai complici del Chapo Guzmán. Testimonianze locali, raccolte da SinEmbargo, confermano come l’area al confine tra Durango e Sinaloa si sia trasformata in «un vero e proprio campo di battaglia, dove in ogni momento si sentivano le detonazioni di armi pesanti e il volo di aerei ed elicotteri».

All’interno del ranch nelle montagne della Sierra Madre Occidentale i marines messicani avrebbero rinvenuto cellulari, radio e medicine. La NBC afferma che la SEMAR, dopo aver pattugliato la zona circostante il ranch, abbia perso le speranze di rintracciare il narcotrafficante fuggitivo. Secondo Fox News Latino, invece, ci sono ancora – a distanza di una settimana circa – migliaia di soldati schierati tra gli stati di Chihuahua, Durango e Sinaloa. Già nell’agosto passato la DEA (l’agenzia antidroga statunitense) aveva buoni motivi per credere che El Chapo si trovasse nascosto da qualche parte nello stato di Sinaloa, dove nacque e dove possiede una grande rete di contatti. Il governatore dello stato, Mario López Valdez, aveva però liquidato la dichiarazione con una battuta.

Non è certo la prima volta che El Chapo sfugge ad un tentativo di cattura. Nei dodici mesi immediatamente successivi alla sua prima, cinematografica evasione dal carcere di Puente Grande nel 2001 venne dato per “quasi catturato” almeno tre volte.

Aggiornamento 21/10/2015: La caccia al Chapo ha provocato un numero enorme di sfollati tra gli stati di Sinaloa e Durango. Il solo municipio di Cosalá, Sinaloa ha accolto circa seicento persone originarie di Tamazula, Durango che sono state costrette ad abbandonare le loro abitazioni. Si parla di «crisi umanitaria». Molti abitanti dei villaggi e delle piccole città della Sierra Madre Occidentale – teatro dello scontro tra la SEMAR e le forze di Joaquín Guzmán – hanno denunciato ai giornalisti dell’Agence France-Presse gli abusi commessi dai federali, che dagli elicotteri avrebbero aperto il fuoco contro case ed automobili. Le autorità hanno respinto le accuse dei civili. Secondo InSight Crime, questo approccio fortemente militarizzato contro il crimine organizzato – adottato ormai da tempo dal governo messicano – si traduce più spesso in sofferenze per la popolazione che in veri successi.

Aggiornamento 08/01/2016El Chapo Guzmán è stato arrestato.


Puoi seguirmi su Twitter: @marcodellaguzzo

Questo articolo è apparso anche su Pangea News.

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. Charlotte ha detto:

    It’s a plaesure to find someone who can identify the issues so clearly

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