Trovato morto “El Tísico”, fondatore del cartello La Familia Michoacana

Nelle prime ore di lunedì 28 dicembre, in un parcheggio di un’autostrada che collega gli stati di Michoacán e Morelia, è stato ritrovato il cadavere di Carlos Rosales Mendoza, detto El Tísico, 52 anni, l’uomo che negli anni Ottanta fondò il cartello La Familia Michoacana. Assieme a lui, altri tre corpi: tutti riportavano ferite d’arma da fuoco, segni di tortura e di mutilazione.

Secondo José Martín Godoy, procuratore del Michoacán, El Tísico si sarebbe incontrato con alcuni leader di gruppi di autodifesa locali a La Cofradía, Michoacán, qualche ora prima della sua morte. Le cose – ha annunciato Godoy nel corso di un’intervista – si sarebbero «messe male» per il narcotrafficante, che sarebbe stato ucciso e successivamente abbandonato nel luogo in cui è stato poi rinvenuto. Lo scorso novembre la Commissione messicana per i diritti umani (CNDH) aveva avvertito il governo federale del paese della possibilità che il crimine organizzato fosse riuscito ad infiltrarsi nei gruppi di autodifesa del Michoacán.

Il procuratore presume che l’autore intellettuale del delitto sia Ignacio Andrade, noto col soprannome di El Cenizo, ritenuto dalle autorità uno degli uomini attualmente ai vertici del cartello dei Cavalieri Templari (nato nel 2011 proprio dai resti della Familia Michoacana) in seguito all’arresto di Servando Gómez Martínez, La Tuta, avvenuto il 27 febbraio 2015.

Se l’ipotesi di Martín Godoy si rivelasse corretta, allora è possibile supporre che El Tísico avesse in mente di riorganizzare la sua base di potere dopo un decennio trascorso in prigione: Carlos Mendoza venne infatti arrestato nell’ottobre 2004 e rilasciato nel marzo 2014. Quell’arresto segnò l’ascesa di Nazario Moreno González, El Chayo, alla guida della Familia Michoacana. La figura del Chayo è piuttosto complessa e la sua storia ricca di aneddoti: riorganizzò il cartello a mo’ di una setta religiosa di ispirazione cristiana, ed egli stesso finì per essere venerato come un santo; allo stesso tempo, lo affrancò completamente dal Cartello del Golfo (del quale costituiva, in origine, il braccio armato) e ne fece uno dei principali fornitori internazionali di metanfetamina. Morì nel marzo 2014, anche se il governo Calderón lo credeva defunto da almeno quattro anni.

“Naturale” prosecuzione della Familia Michoacana furono i Cavalieri Templari, che ne assorbirono sia i rimandi al mondo religioso cristiano che la mentalità imprenditoriale, affiancando il traffico di droghe al contrabbando di armi e di minerale ferroso. Tutti gli storici boss del cartello in questione – El Chayo, El Tío, El Kike e La Tuta – sono attualmente morti o in prigione. Si dibatte su chi possa esserne il nuovo leader, se il già citato Cenizo o piuttosto El Gallito, alias Homero González Silva, nipote del Chayo.


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Questo articolo è apparso anche su Pangea News.

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