“El Chapo” Guzmán è stato arrestato per la terza volta

Joaquín El Chapo Guzmán, il leader del Cartello di Sinaloa evaso l’11 luglio scorso da un carcere di massima sicurezza in Messico, è stato arrestato oggi dopo sei mesi di latitanza. Il presidente degli Stati Uniti Messicani, Enrique Peña Nieto, lo ha confermato con un tweet: «Missione compiuta: ce l’abbiamo. Voglio informare i messicani che Joaquín Guzmán Loera è stato arrestato», ha scritto.

Anche la DEA, l’agenzia antidroga statunitense, si è complimentata con il governo messicano.

La mattutina operazione di cattura, portata avanti dalla Marina, è avvenuta nella città di Los Mochis, nello stato di Sinaloa, luogo di origine del criminale. Le forze armate avrebbero ricevuto un messaggio anonimo contenente l’indirizzo del rifugio del narcotrafficante, forse da un cittadino allertato dalla presenza di uomini armati. Giunti sul posto, i marines hanno ingaggiato uno scontro con le guardie di sicurezza del Chapo: cinque di queste sono morte e altre sei sono state arrestate. Tra i detenuti figura anche Iván Gastelum, detto El Cholo, comandante dei sicari del Cartello di Sinaloa. La Segreteria della Marina (SEMAR) ha annunciato che uno dei propri soldati è rimasto ferito, e ha inoltre comunicato di aver sequestrato quattro veicoli, otto armi da fuoco a canna lunga, una pistola e un lanciarazzi.

Mentre incombeva la sparatoria, Joaquín Guzmán e El Cholo hanno cercato inutilmente di scampare all’arresto fuggendo nel sistema fognario di Los Mochis attraverso l’ennesimo articolato sistema di gallerie progettato da un collaboratore del boss.

La procuratrice generale Arely Gómez ha precisato che la ricattura di El Chapo è stata facilitata dalla scoperta dell’«intenzione di Guzmán Loera di girare un film autobiografico», che lo aveva portato a mettersi in contatto con vari attori e produttori.

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La cattura di Guzmán ha riaperto il dibattito sulla sua estradizione negli Stati Uniti, fortemente voluta da questi ultimi. Il candidato repubblicano alle presidenziali Marco Rubio ha chiesto a Barack Obama di fare pressioni sull’esecutivo messicano per ottenerne l’immediata consegna. Le istituzioni messicane, inizialmente titubanti nel rilasciare dichiarazioni in merito, ad un giorno dall’arresto hanno ufficialmente acconsentito alla richiesta di estradizione in territorio statunitense: secondo i più ottimisti avverrà entro metà 2016 – ricorsi legali del Chapo permettendo.

El Chapo è stato, almeno per il momento, trasferito ad Altiplano, lo stesso carcere da dove è platealmente evaso nel luglio passato.

Joaquín Guzmán è stato arrestato per la prima volta nel 1993 e rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Puente Grande, da dove riuscì ad evadere nel 2001, nascosto in un carrello della lavanderia. Dopo tredici anni di latitanza venne arrestato una seconda volta nel febbraio 2014 e detenuto presso un’altra prigione di massima sicurezza, quella di Altiplano. Da qui è fuggito poco prima delle 21 di sabato 11 luglio grazie ad un complesso sistema di tunnel (con tanto di sistemi di illuminazione e ventilazione) che, dall’area doccia della sua cella, sfociava in un cantiere abbandonato. Nel video dell’evasione si possono sentire chiaramente i rumori delle martellate con cui i suoi complici provvedevano a rompere il pavimento per permettergli di calarsi nel tunnel che lo porterà verso la libertà: sorprendentemente, nessuno dei sorveglianti si accorse di nulla.

Il 16 ottobre scorso le autorità rivelarono che El Chapo rimase ferito al viso e ad una gamba nel corso di un fallito tentativo di cattura messo in atto dalla SEMAR sulle montagne della Sierra Madre Occidentale, tra gli stati di Sinaloa e Durango. Da quell’episodio, i marines hanno continuato a circoscrivere la “caccia” al Chapo al Sinaloa, spingendosi fino ad occupare militarmente il suo paesino natale. La DEA d’altronde continuava a ripetere, dall’agosto passato, di avere buoni motivi per credere che Guzmán si trovasse nascosto da qualche parte nel suo Sinaloa, anche se esisteva il sospetto che potesse essersi rifugiato negli USA stessi.

Aggiornamento 21/01/2016: La sera del 9 gennaio la rivista Rolling Stone ha pubblicato un lungo articolo, firmato da Sean Penn, in cui il famoso attore racconta del suo incontro con Joaquín Guzmán, avvenuto lo scorso ottobre in un imprecisato rifugio sulle montagne del Sinaloa grazie alla mediazione di Kate del Castillo, celebre attrice messicana di telenovelas.

La chiacchierata tra i due si è tramutata in una specie di intervista, e El Chapo ha raccontato a Penn alcuni dettagli della sua vita e della sua attività di narcotrafficante – nulla, però, che possa dirsi anche lontanamente interessante.

L’articolo è stato duramente criticato essenzialmente per due ragioni. La prima: Sean Penn non ha posto all’intervistato alcuna domanda di rilievo. La seconda: Sean Penn si è tramutato nel megafono del Chapo, che ha sfruttato l’occasione per ripulire la propria immagine pubblica e presentarsi come un pacato uomo di famiglia vittima di circostanze sfavorevoli, piuttosto che come il sanguinario capo di una delle organizzazioni criminali più potenti del mondo.

Penn ha poi ammesso il fallimento del suo pezzo: ha detto di avere «un grandissimo rimorso», perché la discussione che si è creata intorno all’articolo avrebbe ignorato il suo vero scopo, che era quello di «contribuire al dibattito sulla Guerra alle droghe». Lo scrittore statunitense Don Winslow ha però fatto notare come, su 10.500 parole, l’espressione “Guerra alle droghe” compaia soltanto tre volte.

Le istituzioni federali hanno dichiarato che l’incontro di Sean Penn e Kate del Castillo con Joaquín Guzmán ne ha facilitato la localizzazione e la cattura, dato che i due attori e i loro spostamenti erano monitorati dall’intelligence messicana.

In Messico, intanto, la storia del Chapo e dei suoi messaggi con Kate del Castillo ha raggiunto i toni esasperanti di una vera e propria telenovela. I due infatti (più Andrés Granados, avvocato del narcotrafficante) avrebbero intrattenuto una corposa corrispondenza segreta, iniziata qualche tempo dopo la fuga di Guzmán da Altiplano e protrattasi per buona parte della sua latitanza. Dai leak si apprende che El Chapo era attratto da Del Castillo (da lui definita «la donna più sexy e bella al mondo»), che non aveva nessuna idea di chi fosse Sean Penn, e che – ed è la cosa più importante – il leader del Cartello di Sinaloa si sarebbe mostrato interessato ad investire denaro su una nuova marca di tequila sponsorizzata dall’attrice.

Quello che forse una parte della stampa messicana non ha marcato a sufficienza è il presunto legame tra Joaquín Guzmán e Lucero Sánchez López, la deputata dello stato di Sinaloa legata al Partito Azione Nazionale (PAN) che avrebbe trascorso la vigilia di Capodanno in compagnia del latitante. Sánchez López aveva precedentemente fatto visita a El Chapo ad aprile, quando costui era detenuto presso Altiplano, utilizzando documenti falsi per nascondere la sua identità.


Puoi seguirmi su Twitter: @marcodellaguzzo

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