Un politico messicano è stato arrestato in Spagna per legami con gli Zetas

Lo scorso 15 gennaio Humberto Moreira, ex-governatore dello stato messicano di Coahuila e in precedenza presidente del Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI; lo stesso di Enrique Peña Nieto), è stato arrestato all’aeroporto di Madrid-Barajas, in Spagna. È accusato di riciclaggio di denaro, appropriazione indebita di denaro pubblico, corruzione e – soprattutto – associazione al crimine organizzato.

Per il momento, Moreira è detenuto presso un carcere in Spagna, e questo venerdì si presenterà come imputato davanti ad un giudice. La difesa cercherà di ottenere almeno la libertà condizionale. L’accusa invece ha intenzione di processarlo per riciclaggio di denaro: circa 200.000 euro “sporchi” potrebbero infatti aver raggiunto la Spagna dopo essere stati reinvestiti attraverso un paio di società fantasma.

Aggiornamento: Humberto Moreira è tornato in libertà il 22 gennaio, ma gli è stato ritirato il passaporto e non può pertanto lasciare la Spagna.

Gli inquirenti ritengono inoltre che Moreira potrebbe essere vincolato ad alcune organizzazioni criminali messicane, in particolare ai Los Zetas. L’intelligence spagnola avrebbe buoni motivi per credere – lo riporta il giornale online El Español – che l’omicidio del figlio di Moreira, nel 2012, sia stato commesso dagli Zetas per punire l’ex-governatore, che avrebbe cercato di interrompere i rapporti con il cartello e iniziato a riciclare per conto proprio. Gli Zetas operano principalmente nel nord-est del Messico: Nuevo León, Tamaulipas e – per l’appunto – Coahuila.

Humberto Moreira ha abbandonato la direzione del PRI sul finire del 2011 (per non intralciare, pare, la campagna elettorale di Peña Nieto) in seguito alle numerose accuse di corruzione e di cattiva gestione delle finanze del Coahuila, che governò dal 2005 al 2011: in quei sei anni lo stato contrasse debiti per svariati miliardi di pesos.

Qualche mese fa, davanti ad una corte federale in Texas, Raúl e Rolando González Treviño, due imprenditori messicani, si sono dichiarati colpevoli di trasporto di denaro rubato (quasi due milioni di dollari) dal Coahuila agli Stati Uniti: il nome di Moreira non venne fatto esplicitamente, ma uno dei due confessò la partecipazione, nell’operazione, di un «alto funzionario nel Coahuila». Anche Héctor Javier Villarreal, tesoriere del Coahuila durante il sessennio di Moreira, si dichiarò colpevole di reati analoghi.

Ora la magistratura spagnola si ritrova ad indagare più a fondo sull’esistenza di un legame tra Moreira e le attività illecite dei fratelli González Treviño, sospettati – anche loro – di “ripulire” denaro per alcuni cartelli del narcotraffico.

Su di Humberto Moreira non pende, comunque, nessun capo d’accusa in Messico. Il reato di riciclaggio, del resto, è – proprio come tanti altriscarsamente perseguito nel paese, nonostante vi vengano “ripuliti” circa 10 miliardi di dollari ogni anno: negli ultimi nove anni, solo il 5% degli oltre 2000 casi di riciclaggio si è concluso con una condanna.

Nonostante l’ennesima situazione di crisi politica – e nonostante questa lo riguardi personalmente, essendo Moreira uno degli esponenti di spicco del PRI –, dal 17 al 21 gennaio Peña Nieto non era in Messico, ma nella Penisola arabica, dove si è recato in visita ufficiale in alcuni stati della regione.

Anche Javier Duarte de Ochoa, governatore del Veracruz e membro del PRI, è stato accusato di essere colluso con l’organizzazione criminale dei Los Zetas. Da quando ha assunto l’incarico, nel 2010, nel Veracruz sono stati uccisi quindici giornalisti. L’ultimo il 13 agosto: Juan Santos Cabrera.

Aggiornamento 28/01/2016: Secondo l’agenzia di stampa spagnola EFE, la magistratura non avrebbe trovato tracce di attività criminali (riciclaggio e collusione col crimine organizzato) nelle conversazioni telefoniche tenute da Humberto Moreira in Spagna.

Aggiornamento 01/02/2016: Humberto Moreira è stato definitivamente scagionato da ogni accusa per insufficienza di prove, e gli è stato restituito il passaporto.

Aggiornamento 21/03/2016: Con l’arresto di un imprenditore messicano in Spagna accusato di lavaggio di denaro per conto dei Los Zetas, il “caso Moreira” potrebbe riaprirsi.


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