La liberazione di Nestora Salgado e la repressione delle polizie comunitarie in Messico

È stata rilasciata ieri, dopo trentuno mesi di carcere, l’attivista Nestora Salgado, dal 2012 comandante di una forza di polizia comunitaria del Guerrero, uno stato nel sud del Messico.

Dal 2012 al 21 agosto 2013, data del suo arresto, Nestora Salgado è stata alla guida del Coordinamento Regionale delle Autorità Comunitarie – Polizia Comunitaria (CRAC–PC), un corpo comunitario di autodifesa nato nel 1995 per la protezione del modesto municipio di Olinalá, nelle montagne del Guerrero. CRAC–PC è una delle più antiche sigle di gruppi di autodifesa esistenti nel Guerrero come forma di reazione civile alla violenza dei gruppi criminali.

Nel corso degli anni ’10 del 2000 il fenomeno delle autodefensas ha conosciuto un vero e proprio “boom” negli stati di Guerrero e Michoacán, con le dovute differenze: i gruppi di autodifesa del Michoacán sono perlopiù ben equipaggiati e di composizione sociale mista, e non si esclude la possibilità che alcuni siano direttamente finanziati da gruppi criminali; le polizie comunitarie del Guerrero sono invece principalmente formate da cittadini di umile condizione e per questo spesso legate a movimenti di rivendicazione politica. La CRAC–PC si batte, infatti, anche per la tutela degli usi e costumi delle popolazioni indigene guerrerensi: nello stato abitano quattro gruppi etnici diversi, che formano circa il 15% del totale della popolazione, concentrati principalmente nelle zone montuose.

Salgado è stata arrestata nell’agosto 2013, accusata di coinvolgimento in cinquanta casi di sequestro di persona e rinchiusa in un carcere di massima sicurezza. I suoi sostenitori ritenevano che l’ordine di cattura fosse dettato da motivazioni politiche, avendo la CRAC–PC portato alla luce un giro di prostituzione minorile attivo ad Olinalá nel totale disinteresse delle autorità statali, oltre che gli stretti legami tra diversi esponenti di queste ultime e alcune organizzazioni criminali. Il movimento per la liberazione di Nestora Salgado travalicò presto i confini del Messico, e si fece più forte dopo che anche la Commissione interamericana dei diritti umani e l’ONU sostennero che la donna era stata arrestata e detenuta arbitrariamente.

A differenza di altre formazioni di autodifesa e pur restando “altro” rispetto ai corpi di sicurezza istituzionali, la CRAC–PC è stata ufficialmente riconosciuta dal governo del Guerrero nel 2011 grazie ad una legge che protegge i diritti delle comunità indigene nello stato. Tuttavia, questo non ha risparmiato alla Comandanta Nestora un lungo periodo di detenzione ingiustificata, che la accomuna a numerosi altri leader di gruppi di autodefensas e che sembra indicare l’esistenza di una repressione sistematica da parte del governo messicano nei confronti di queste forme di organizzazione comunitaria.

Cemeí Verdía, capo della Forza Rurale indigena di Ostula, in Michoacán, è stato rilasciato il 24 dicembre scorso per mancanza di prove dopo un periodo di carcerazione durato oltre cinque mesi. Il 19 luglio la Marina messicana ha aperto il fuoco sulla comunità nahua di Ostula, provocando numerosi morti e feriti. L’aggressione è stata interpretata come un attacco alla resistenza indigena, che da tempo si oppone alla cessazione delle proprie terre ad imprese siderurgiche straniere.


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