Le conseguenze della Brexit in Messico

Com’è ormai noto, il 23 giugno il 51,9% dei votanti britannici si è espresso a favore dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Le conseguenze politiche ed economiche della Brexit – questo il “nome” del referendum, di carattere consultivo e pertanto non legalmente vincolante – sono state immediate. Il primo ministro David Cameron ha annunciato le sue dimissioni entro ottobre, e la Scozia, favorevole alla permanenza nella UE, minaccia ora la separazione dal resto del Regno Unito attraverso un nuovo referendum. La sterlina ha perso circa il 10% del suo valore rispetto al dollaro (raggiungendo il livello più basso dal 1985), il 16% rispetto allo yen giapponese e il 7,2% rispetto all’euro. La Borsa di Londra ha chiuso in negativo (-3,15%), così come – tra le tante – quelle di Milano (-12,48%: è il peggiore risultato dal 1994), Parigi (-8,04%), Tokyo (-7,92: mai una chiusura così negativa dal disastro di Fukushima del 2011), Hong Kong (-4,67%) e Shangai (-2,36; lo yuan cinese è crollato ai minimi da cinque anni).

Lo scossone finanziario provocato dalla Brexit si è fatto sentire anche in Messico, portando il segretario delle Finanze Luis Videgaray – uno degli uomini più vicini al presidente Enrique Peña Nieto, riconfermato al suo ruolo dal rimpasto del gabinetto dello scorso agosto – a rispondere alla volatilità nei mercati internazionali con un ulteriore taglio alla spesa pubblica per 31,7 miliardi di pesos, più di un miliardo e mezzo di dollari. Quello di febbraio ammontava a 132,3 miliardi di pesos.

La spending review comunicata da Videgaray peserà soprattutto sul settore sanitario e su quello educativo, che conosceranno assieme tagli per 13 miliardi di pesos. Tagli che però non investiranno stavolta la Petróleos Mexicanos (PEMEX), l’impresa petrolifera statale su cui grava un debito che supera i 185 miliardi di dollari. Lo scorso febbraio, a causa soprattutto della caduta del prezzo del petrolio, la PEMEX si era vista ridurre il budget annuale di cento miliardi di pesos, ma diversi analisti ritengono che la società dovrebbe licenziare almeno la metà dei suoi circa 145.000 dipendenti per quantomeno avvicinarsi ai livelli di competitività delle altre compagnie petrolifere, specie ora che il mercato degli idrocarburi è stato liberalizzato e la concorrenza introdotta.

Videgaray ha aggiunto che la Brexit «non avrà un impatto rilevante» sull’economia messicana, dato che l’interscambio commerciale con il Regno Unito – quarto più importante sbocco dell’export messicano in Europa – ammonterebbe allo 0,7% appena delle relazioni commerciali che il Messico intrattiene con tutto il mondo. Comunque, finché l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea non si concretizzerà, il segretario dell’Economia Ildefonso Guajardo ha dichiarato che rimarranno in vigore i trattati commerciali attualmente vigenti, e si è detto già pronto a stipulare, a Brexit avvenuta, un nuovo accordo di libero scambio con Londra, probabilmente simile a quello siglato con tutta la UE nel 2000 (il TLCUEM).

L’annuncio dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea ha provocato l’ennesima svalutazione del peso rispetto al dollaro: durante la mattinata di ieri, infatti, un dollaro valeva ben 19,51 pesos; la valuta messicana ha poi recuperato leggermente valore nel corso della giornata. È da quasi un anno, in realtà, che il peso sta registrando un pressoché continuo e altalenante calo del suo valore, toccando anche diversi minimi storici rispetto alla valuta statunitense (l’ultimo l’11 febbraio, quando un dollaro valeva 19,71 pesos). La debolezza della moneta messicana, pare, sarebbe innanzitutto legata al crollo del prezzo del petrolio, di cui il Messico è il decimo produttore mondiale sebbene nel 2015 abbia ottenuto dalla vendita della risorsa il 45% in meno di quanto ufficialmente stimato e sebbene le esportazioni siano attualmente in serio calo (-44,8% nel primo trimestre del 2016). Di certo, la Brexit non ha giovato al Messico neanche su questo frangente: il prezzo del petrolio, soltanto ieri, è ulteriormente diminuito del 5%.

La borsa di Città del Messico (BMV) ha chiuso ieri in negativo, perdendo più di 2,5 punti percentuali.


Puoi seguirmi su Twitter: @marcodellaguzzo

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...