CJNG e Cartello di Sinaloa si contendono la città di Tijuana

Tijuana, importante città della Bassa California messicana situata praticamente sul confine con gli Stati Uniti e tutt’uno con San Diego, si è fatta più violenta. Come scrive Alejandro Hope su El Universal riprendendo cifre ufficiali, nei primi otto mesi del 2016 gli omicidi sono aumentati del 29% rispetto allo stesso periodo del 2015: 546 le vittime totali di omicidio doloso; 89 solo nel mese di settembre. Sempre nel 2016, i sequestri e le sparizioni sono aumentati del 30%.

I dati parlano chiaro: a Tijuana sta succedendo qualcosa. I dati non ci dicono però esattamente di che cosa si tratti, ma forse – per quanto certezze, ovviamente, non ce ne siano – qualche ipotesi è possibile avanzarla.

Per la sua posizione Tijuana rappresenta un importantissimo e ambitissimo corridoio per il narcotraffico oltre la frontiera, e infatti proprio per questo è da circa sei anni sotto il controllo del Cartello di Sinaloa, l’organizzazione criminale che più di tutte domina il mercato statunitense delle droghe. Già dall’aprile del 2015, tuttavia, complice l’enorme crescita del Cartello Nuova Generazione di Jalisco (CJNG) in Messico e il ritrovamento in città di teste mozzate e di narco-striscioni firmati CTNG (Cartello Nuova Generazione di Tijuana?), si era incominciato a pensare ad uno scontro in atto tra CJNG e Sinaloa. Ma la questione, minimizzata dalle autorità statali della Bassa California, è stata poi relativamente accantonata.

Negli ultimi mesi, però, i narco-striscioni (narcomantas in messicano) che riportavano la sigla CJNG sono aumentati considerevolmente, spesso lasciati vicino a teste umane o a cadaveri mutilati e torturati, anche di poliziotti. E così l’ipotesi che il Cartello di Jalisco abbia unito le forze con il Cartello degli Arellano Félix (CAF, sigla spesso apparsa insieme a CJNG nelle narcomantas) per dare vita ad un Cartello Nuova Generazione di Tijuana e sottrarre la città al dominio del Cartello di Sinaloa ha ripreso vigore.

Nel 2008 il Cartello di Sinaloa e quello degli Arellano Félix erano entrati in guerra proprio per assicurarsi il controllo di Tijuana: il violento conflitto terminò nel 2010 con la vittoria di Sinaloa. La nuova narco-guerra per Tijuana, che vede coinvolti attori vecchi e nuovi, si inserisce in uno scenario del narcotraffico messicano in trasformazione e attraversato da spinte contrastanti: è frammentatissimo, ma contemporaneamente assume i contorni di uno scontro dualistico tra due grosse organizzazioni.

In seguito all’uccisione o alla cattura di tutti i loro leader, intanto, cartelli un tempo molto influenti come gli Zetas e i Cavalieri Templari hanno visto drasticamente ridurre il proprio potere e la propria dimensione: recenti investigazioni ufficiali danno gli Zetas attivi solo nel Tamaulipas, mentre i Cavalieri Templari in Michoacán. Questo processo di disgregazione ha causato la proliferazione di numerose e piccole gang, che non possiedono i mezzi per accedere al narcotraffico internazionale e si volgono così all’estorsione e ai rapimenti con riscatto.

Il “quasi-monopolio” del Cartello di Sinaloa (o del Pacifico), che opera almeno in sette stati – Bassa California, Bassa California del Sud, Chihuahua, Coahuila, Durango, Sinaloa e Sonora –, è minacciato dal Cartello Nuova Generazione di Jalisco. Il Cartello di Sinaloa ha ricevuto un duro colpo con l’arresto (l’8 gennaio scorso) del suo storico leader Joaquín El Chapo Guzmán, ora in attesa dell’estradizione negli Stati Uniti, e potrebbe anche trovarsi nel mezzo di una guerra interna tra la fazione del co-fondatore El Mayo e quella dei figli di Guzmán.

Il CJNG, nato nel 2011 e guidato dall’elusivo Nemesio El Mencho Oseguera, si è rafforzato incredibilmente negli ultimi due anni, tanto da diventare forse la più potente organizzazione criminale messicana e senz’altro quella più presente nella nazione: non ha concorrenti negli stati di Colima, Guanajuato, Jalisco, Nayarit e Veracruz, mentre deve ancora imporsi completamente in quelli di Guerrero, Michoacán e Morelos. Una crescita così significativa e rapida si spiega sia con l’estesa rete di corruzione che il CJNG ha creato a salvaguardia delle proprie attività, stringendo legami con le istituzioni specialmente di livello municipale e statale, sia con la capacità del cartello di approfittare del declino di Zetas e Cavalieri Templari e di conquistare facilmente i loro territori. Sempre ben equipaggiato e armato (nel maggio 2015 riuscì addirittura ad abbattere un elicottero militare), il CJNG è molto attivo nel contrabbando di droghe sintetiche specialmente in Asia, ma anche in Australia ed Europa.


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