Non solo Cina: anche il Messico vuole essere “globale”

Lunedì 4 settembre il presidente messicano Enrique Peña Nieto si è recato in Cina per partecipare, da esterno, al vertice di Xiamen dei BRICS – le cinque principali economie emergenti: Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica – ed incontrare il suo omologo Xi Jinping. Si è trattato del settimo incontro tra i due leader, che hanno discusso principalmente di cooperazione bilaterale e di libero scambio.

Della proiezione globale della Cina di Xi si è giustamente scritto parecchio. Molto meno discusso è il fatto che quest’ambizione globalista sia condivisa anche dal Messico di Peña Nieto, che aspira a sua volta – sebbene il suo “peso” economico e geopolitico sia nettamente inferiore, al confronto – a rafforzare i legami con le altre regioni del mondo, specialmente da quando Donald Trump si è insediato nello Studio Ovale della Casa Bianca. Proprio la paura di una ritirata isolazionista degli Stati Uniti e magari addirittura di un loro abbandono del NAFTA, l’accordo nordamericano di libero scambio attualmente in rinegoziazione, sta spingendo l’amministrazione Peña Nieto ad ampliare quanto più possibile la sua rete di alleanze commerciali nei continenti di America, Europa, Oceania e Asia.

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Immagine via Xie Huanchi/Xinhua.

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